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1r - - - UN PERCORSO CIRCOLARE IN VISITA ALLA VALLE DEL TORRENTE ROSANDRA, DA BAGNOLI FINO ALLA SUA SORGENTE

L'escursione si è svolta a corredo di un'iniziativa escursionistica proposta dal gruppo facebook  100 giorni a Bottazzo
Questa gita è effettuata dal Cral dell' "Araba Fenice" di Padova         

DOMENICA 24 MARZO 2013
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GITA NELLA RISERVA NATURALE DELLA VAL ROSANDRA
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La gita è interamente dedicata alla visita alla Riserva naturale regionale della Val Rosandra: si avrà l'impressione d'essere in alta montagna ed invece ci si trova a pochi passi dal mare. Il torrente Rosandra ha scavato il suo passaggio incidendo una stretta valle dalle aspre pareti, che fin dai primordi dell'alpinismo furono per gli scalatori triestini le loro difficili palestre d'arrampicata. Saranno date interessanti spiegazioni sulla storia della valle (ci sono testimonianze di ogni forma e momento del vivere umano, dalle grotte fino all'epoca attuale). Il percorso si propone di risalire l’intera valle del torrente Rosandra, fino alla sua sorgente.
Una ulteriore descrizione della val Rosandra redatta da Giuliano Verbi 
Durante la gita si visiteranno i seguenti punti notevoli:  Bagnoli, rifugio Premuda, Bottazzo, ruderi castello, caserma e mulino sul Rosandra, Klanec, Ocizla, inghiottitoi, Beka, cippo Comici, chiesa S.Maria in Siaris, ritorno al rifugio Premuda e infine a Bagnoli.                               

IL PROGRAMMA DELLA GITA: indicazioni e orari                                                   
Ore 6.30 Padova. Partenza con la corriera. Percorsa l’autostrada A/4 e lambita Trieste, si uscirà allo svincolo “Grandi Motori” raggiungendo in breve Bagnoli, il paese situato all’imbocco della Val Rosandra, da dove avrà inizio la nostra escursione a piedi. Incontro presso il Centro Visite della val Rosandra con il nostro amico triestino Sergio Ollivier.
Ore 9.30 Bagnoli (punto 1). Dopo aver visitato esternamente la sorgente dell’Antro di Bagnoli, si attraverserà l’interessante paese carsico raggiungendo il vicino rifugio Cai Mario Premuda, il secondo più basso d'Italia (90 m).
Ore 10.00 Rifugio Premuda (punto 2). Partenza dal rifugio (ora apprezzato ristorante). Si percorrerà il sentiero principale,  già via del commercio del sale, che si addentra fra le dirupate pareti della valle (una bella cascata durante il percorso), raggiungendo in 1/2 ora il paesino di Bottazzo, dove si farà una breve sosta ristoro avvalendosi di una accogliente trattoria. Incontro con un gruppo d’escursionisti triestini.
Ore 10.45 Bottazzo (punto 3). Con un sentiero recentemente ripristinato si entra in territorio sloveno, salendo allo sperone roccioso su cui si notano i resti del castello medioevale dei “Funfenberg”. Qui si potrebbe pervenire anche partendo dal paese di Draga. Percorso per un breve tratto la bella pista ciclabile che è stata ricavata dal tracciato dell’ex-ferrovia Trieste-Erpelle, si scende con una facile traccia all’insellatura dove passa l’affluente Krvavi Potok (Rio del Sangue). Da qui parte una vecchia carrareccia ora in disuso, con la quale si traversa (sono di parziale ostacolo alcuni alberi caduti) tenendosi alti rispetto al torrente. Due facili deviazioni consentirebbero la discesa al greto, che però è possibile percorrere solo se il torrente è in periodo di magra. Poi, con una breve risalita si sfocia sul grande ripiano erboso. Transitando al limite del bosco, si raggiunge un’ex-caserma militare, da vent’anni abbandonata e perciò molto degradata. Nei pressi parte una carraia, ora rovinata dalle acque, che, se non in ritardo sulla tabella di marcia, permetterà ai più veloci di scendere fino al letto del Rosandra, proprio nel punto dove si trovano i resti di un vecchio mulino.
Ore 12.00 Mulino sul Rosandra (punto 4). Passando sulla sua roggia, si supera con un po’ d’attenzione il caratteristico punto dove confluisce un affluente. Risalendo di poco, bisogna rintracciare l’inizio di un vecchio tratturo ora non più frequentato che risale un solitario ambiente boschivo e sbuca in un importante incrocio di carrarecce.
Ore 12.30 Incrocio (punto 5). Qui perverranno più direttamente i meno allenati che partendo dalla caserma abbandonata useranno una carrareccia (fangosa dopo le pioggie) che proviene, attraversata la pista ciclabile, dal sovrastante paese di Mihele e poi, guadato il torrente, prosegue nel versante opposto, costituendo un importante modo escursionistico per collegarsi direttamente al dirimpettaio paesino di Beka. Si prende invece una comoda traccia traversale e alla prima occasione si scende, raggiungendo in breve i grandi prati che fiancheggiano la sponda settentrionale del Rosandra. Si procede seguendo, per comodità di passaggio e bellezza paesaggistica, le ampie distese erbose, delle vecchie zone di pascolo, tenendosi sempre vicini al torrente, che qui compie alcuni meandri. Arrivati al punto dove convergono due carrarecce che potrebbero costituire un meno attraente percorso alternativo, si continua lungo la valle che ora si restringe, delimitata da due erti versanti. Il transitare in questa solitaria zona, ingiustamente non curata e valorizzata, risulta molto suggestivo. Alla prima occasione, rappresentata da un tratturo in salita, si lascia il fondovalle per raggiungere il passaggio sottostante il ponte dove passa la strada che collega Kozina al paesino di Klanec, in italiano San Pietro di Madrasso. Passando tra le case, che sono state in buona parte rinnovate e costeggiato un laghetto che riforniva d’acqua l’ex- ferrovia, si arriva al centro del paesino, dove c’è un bar utile come punto di ristoro. Sosta per il pranzo al sacco.
Ore 13.30 Klanec-San Pietro di Madrasso (punto 6). Si riprende il cammino salendo alla chiesa del paese, che è preceduta da un grande tiglio, e poi si prosegue seguendo  una locale strada asfaltata. Siamo nella zona dove ha origine il torrente Rosandra. Giunti a un bivio si prende la stradina che in breve ci porta all’appartato paese di Ocizla.
Ore 14.15 Ocizla- Occisla (punto 7). Attraversato il piccolo paese carsico (qui si trova l’ostello Ociski Rai) si arriva alla chiesa di S.M.Maddalena, posta su un promontorio che domina una vasta conca carsica. Con un tratturo si scende nella grande depressione seguendo un percorso geologico (segnavia giallo) che permette di visitare gli imbocchi di ben quattro inghiottitoi. In successione si visiona la voragine di Ocizla, (curiosamente si potrebbe, seguendo una grotta accessoria discendente, arrivare al suo fondo), la grotta della cascata, quella dell’arco naturale e infine si passa a fianco del pozzo di Beka. Gran parte dell’acqua, dopo un percorso sotterraneo sconosciuto, ritornerà all’esterno a Bagnoli. Si esce dalla conca carsica raggiungendo una strada campestre proveniente dal vicino paese di Beka; qui nasce l'affluente Griza che si unisce al torrente principale presso il ponte di Bottazzo. Solo se in anticipo sui tempi si potrà raggiungere, per una breve visita, il paesino di Beka.
Ore 15.15 Beka (punto 8). Ripartenza. Percorrendo la strada bianca che ci porterebbe al castello di Socerb-San Servolo, giunti a un bivio si prende a destra una comoda carrareccia con la quale si attraversa, con un lungo tragitto pianeggiante, il bordo orientale dell’altopiano di San Servolo, fino a rientrare in territorio italiano presso la “sella del monte Carso”.
Ore 16.15 Sella del monte Carso (punto 9). Per scendere si prende la mulattiera con segnavia n° 25 che si tiene alla base delle verticali pareti del crinale della val Rosandra (dove si aprono le difficili vie d'arrampicata), e che infine sfocia sul sentiero principale n° 1 della val Rosandra.  Se non in ritardo, a metà discesa si devierà su uno stretto sentiero che dapprima raggiunge l’aereo cippo dedicato a Emilio Comici (eccezionale la veduta panoramica) e poi scende in modo ardito ma non difficile per raggiungere l’antica chiesetta di S.Maria in Siaris. Da qui, con un sentiero tracciato tra i ghiaioni, si scende al sentiero principale, nel punto dove s’intravede nuovamente la cascata. Qui saluteremo il gruppo dei triestini che concluderanno la loro gita ritornando a Bottazzo. Infine, seguendo in discesa il sentiero di fondovalle si raggiunge il piccolo borgo di Bagnoli superiore e il rifugio Premuda.
Ore 17.30 Rifugio Premuda (punto 2). Sosta di un’ora nel ristorante-rifugio per festeggiare la conclusione dell’escursione nella val Rosandra, con una bicchierata e un primo piatto composto di un bis di gnocchi con gulasch e pasticcio, al prezzo concordato di € 8,5.
Ore 18.30 ripartenza dal rifugio Premuda. In 15 minuti, camminando a fianco del torrente Rosandra, si raggiunge il paese di Bagnoli e la corriera.
Ore 19.00 Bagnoli della Rosandra (punto 1). Partenza con la corriera per il viaggio di rientro. Si farà il medesimo tragitto stradale fatto all’andata.
Ore 21.30 Padova. Arrivo in città; fine della gita.

La mappa con l'itinerario della gita è tratta dalla "carta Tabacco n° 47"  (scala 1:25000)