S E R G I O . O L L I V I E R

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GITA D'APERTURA ANNO 2018 DEL CAI XXX OTTOBRE

La gita è stata proposta al  Cai Trenta Ottobre  e da  questo inserito nel calendario-gite dell'anno 2018
DOMENICA 21 GENNAIO 2018
RUSCELLI, TORRENTI E ZONE VERDI DEI RIONI PERIFERICI DI TRIESTE

Itinerario: Borgo San Sergio, rio Storto o Zaule, rio Marcese, Altura, rio Spinoleto, Raute, rio Corgnoleto, Montebello, torrente Settefontane, Cattinara, Longera, torrente Farneto, Rotonda Boschetto, sede Cai XXX Ottobre.

Documentazione sul tema:  
Dai siti internet:   con Wikipedia            con a Trieste          con Altevista           con My Trieste
Dai giornali:        da Il Piccolo 1 - 2  - 3        dal Gazzettino Giuliano
Un gruppo facebook           la pista ciclabile Campo Marzio-Kozina 
Bozza del percorso (in elaborazione) con Google Maps  
Carta regionale 1:5000  Trieste sud-est  e   Aquilinia





Ultima gita sulla Parenzana - IL PROGRAMMA DELLA GITA NELLA VERSIONE SERGIO OLLIVIER

DOMENICA 26 NOVEMBRE 2017
TRAVERSATA DELL’ISTRIA SEGUENDO LA PARENZANA

LA PREMESSA: dopo ben cinque gite fatte in precedenza, che avevano tutte lo scopo di conoscere al meglio il percorso dell’ex-ferrovia Trieste-Buie-Parenzo, questa può considerarsi l’ultima. Con essa ci si propone di toccare alcuni tratti importanti del tracciato, quelli che finora non avevamo ancora visitato.
I temi e gli itinerari: Al mattino - L’Istria marittima:     Lucija-Santa Lucia (4 m), Seča-San Bortolo (25 m), Sečovlje-Sicciole (7 m), bivio Canegra-Salvore (101 m).
Al pomeriggio - L’Istria centrale:      Buje-Buie (174 m), Triban-Tribano (253 m),  Grožnjan-Grisignana (275 m).
                                                      
IL PROGRAMMA DELLA GITA, indicazioni e orari:                                       cliccando sul link evidenziato in rosso si apre il sito corrispondente
Ritrovo dei partecipanti alla gita in piazza Oberdan.
Ore 6.30 Trieste. Partenza con la corriera. Passando per l’ex-valico di Rabuiese-Škofije, si prende la strada litoranea slovena, intersecando spesso i luoghi dove passava la Parenzana. Si arriva infine a Lucija-Santa Lucia (km.36 da Trieste); sosta per il caffè in un bar posto di fronte alla smantellata stazione della Parenzana, della quale non resta più traccia. Il tratto dell’ex-ferrovia, che correva a fianco della strada, non è più rintracciabile fino all’ingresso del museo delle saline di Sicciole. Per conoscenza: la nuova pista ciclabile che è proposta come alternativa segue, passando per il sempre aperto campeggio Lucija, la linea della costa, godendo di una vista molto bella sul golfo di Portorose.
Ore 7.45 Lucija-Santa Lucia (punto 22-al km.38 da Campo Marzio). Si riprende la corriera per portarsi nella vicina località di San Bortolo. A fianco di un ristorante ora chiuso c’è il casello della fermata di San Bortolo, che è stato trasformato in abitazione.
Ore 8.00 San Bortolo-casello (punto 21- al km.39,5). Inizio dell’escursione a piedi. Si scende con una strada secondaria che porta in riva al mare, proprio dove si trova la ricezione del museo delle saline (a), meritevole da visitare in qualche altra occasione di gita. Qui s’incontra il tracciato dell’ex ferrovia Parenzana, ora molto ben ripristinato come pista ciclabile (utile la presenza dei tabelloni informativi). Siamo nella baia di Sicciole, tutta occupata dalle antiche saline, che erano molto importanti nel passato ma che ora sono in effettivo disuso. La pista ciclopedonale sfocia proprio nel piazzale dove si trova il fabbricato dell’ex-stazione della Parenzana di Sicciole (punto 20-al km 42) e le abbandonate strutture esterne della miniera di carbone. Due bassi sottopassi e un ponte (indicazioni) consentono di andare oltre al fiume Dragogna e pervenire al fabbricato di servizio dell’aeroporto di Portorose. Sosta presso l’annesso bar-ristorante. Qui sarà presente la corriera.
Ore 9.30 Sečovlje-Sicciole, aeroporto (punto b). Si riparte; bisogna raggiungere il non lontano valico di confine sloveno-croato. Per evitare il pericolo della trafficata strada, si prende invece una stradina che percorre l’altra sponda di un largo canale irriguo, (quasi un fiume) del delta del Dragogna. Bello è il panorama che spazia sull’aperta valle del fiume, con i colli istriani, dove sono situate Corte e Padena, a chiudere il paesaggio. Un ponte ci riporta sulla strada principale proprio in corrispondenza del valico di confine (c). Fatti i dovuti controlli (attenzione alla regolarità del documento d’identità) si entra a piedi in Croazia. Subito oltre il confine parte uno sterrato che, dopo un tratto in piano si raccorda (tabelle illustrative), con l’effettivo tracciato della Parenzana. La pista, parecchio frequentata dagli amatori delle due ruote, sale a mezzacosta della collina con la minima pendenza che era richiesta dalle ferrovie, offrendo un gratificante panorama che man mano si amplia sulla grande distesa delle saline di Sicciole. Infine, si va a intersecare la strada che porta verso la località balneare rappresentata dal campeggio di Canegra. La nostra corriera aspetterà al vicino bivio con le strade che portano verso Salvore o Umago. Sarà facoltativo fare un ulteriore, breve percorso a piedi (15 minuti in più) seguendo il vecchio tracciato che qui, completata la risalita, compie un ampio tornante. Al suddetto bivio si trova il casello della fermata di Salvore della Parenzana (punto 19-al km.48).
Nota bene: il tragitto dal casello di Salvore fino a Buie, comunque interessante, sarà fatto con la corriera, perché comporterebbe un supplemento di 10 km., che avrebbe reso l’escursione troppo lunga. Fine della prima parte della gita.
Ore 12.00 Bivio Canegra-Salvore. Partenza con la corriera; si raggiunge lo slargo ai piedi della collina su cui sorge la bella Buie. Giro in visita, accompagnati da un esponente della Comunità degli Italiani, alla parte antica, visionando i punti storici più interessanti (chiesa di Santa Maria della Misericordia, di San Martino e la sua torre, ecc), fino ad arrivare alla piazza principale della chiesa di San Servolo, che in essa racchiude tutta la bi-millenaria storia della cittadina. Sosta per il pranzo al sacco nell’area del belvedere, di fronte a una pizzeria. Splendida è la vista, che spazia fino al mare.
Ore 13.30 Buje-Buie (punto d). Ripartenza dell’escursione a piedi. Si scende seguendo la strada asfaltata che ricalca la romana via Flavia e si arriva all’ancora esistente, sia pur circondata da una fabbrica, ex-stazione della Parenzana (punto 16-al km.58,7), che era un punto fondamentale della linea Trieste-Parenzo. Purtroppo intorno alla zona di Buie il tracciato ferroviario è stato cancellato dalla più recente viabilità. Si percorre allora un breve tratto della strada che porta verso Grisignana e dopo aver visionato degli esaurienti tabelloni informativi, un minimo raccordo ci riconduce sull’originale tracciato, che fino alla stazione di Grisignana è totalmente intatto. Si transita in mezzo alla bella campagna che è propria delle zone interne dell’Istria, immersi in una natura caratterizzata da colli, uliveti e vigneti. Solo se ci sarà tempo, si potrà fare una breve deviazione che conduce al paese di Tribano. Da vedere la chiesa di San Giorgio (1772), il lavatoio-abbeveratoio e la piccola ma accogliente konoba Triban. Comunque raggiunto il luogo dove c’era la fermata di Triban-Tribano (punto 15-al km.62), si continua con la pista ciclopedonale (anche questo tratto è piuttosto frequentato e apprezzato dagli appassionati) fino ad arrivare a una breve galleria che in passato era stata adibita a coltivazione dei funghi. Subito  dopo si perviene all’ex-stazione di Grisignana (punto14-al km.65), che è parzialmente abitata e rispecchia totalmente l’aspetto originario, che è di puro stampo austriaco. Dal piazzale si apre un magnifico scorcio visivo sulla valle del fiume Quieto-Mirna e sulla storica cittadina, tutta arroccata sul suo splendido promontorio. Non si percorre la stretta strada d’accesso, ma invece quella che, partendo a fianco di una seconda galleria della Parenzana, conduce sulla dorsale sovrastante, dove c’è un ampio posteggio e dove aspetterà la nostra corriera. Per concludere il programma della gita non resta che scendere (già si notano le prime storicità lungo il breve percorso) entrando nell'interno di Grisignana attraverso la porta Maggiore, superstite dell’antica cerchia murata. Ci accoglie la piazzetta dove si trova loggia veneta, antico luogo di adunanze; oggi invece sarà per noi il posto dove allestiremo il tradizionale rinfresco finale. Prima però si compierà un doveroso giro in visita alla bellissima cittadina. Anch’essa, come in tanti altri paesi dell’Istria, era stata quasi abbandonata a causa dell’esodo, ma da tempo è stata perfettamente restaurata, in quanto eletta da pittori e musicanti come luogo-simbolo per le loro riunioni collettive. Si passa dalla piazza dei Musicanti e superato l’unico punto di ritrovo del paese, che è posto al pianterreno della casa della Comunità degli Italiani. Si percorre il tortuoso intrico delle vie del borgo medioevale, dove si aprono numerose gallerie artistiche. Si sfocia infine nella piazza belvedere, dove si erge il palazzo del podestà (ora sede del comune) e il duomo dedicato ai Santi Vito e Modesto, dalla facciata barocca e l’alto campanile. Seguendo la via principale si ritorna alla loggia. Qui, con un rinfresco preparato a cura del Cai Trenta Ottobre, si concluderà questa gita,
Ore 17.30 Grožnjan – Grisignana (punto 6). Partenza con la corriera. Seguendo la strada più diretta, che passa sotto Buie e oltre il valico di confine di Castelvenere-Kaštel, si rientra a Trieste.
Ore 19.00 Trieste. Arrivo in piazza Oberdan (km.49 da Grisignana). Fine della gita.

Il programma sarà strettamente osservato salvo cause di forza maggiore. Gli orari s’intendono partenza da…
I capigita: Sergio Ollivier tel.3493413641 e Roberto Vernavà tel.3382598652
La mappa, di scala originale 1:50000, è tratta da una vecchia carta croata, già usata nelle precedenti gite, nella quale è stato ricostruito il tracciato dell’ex-ferrovia. Il percorso di questa gita viene evidenziato nelle mappe dalla linea punteggiata.

Caratteristiche del percorso: si svolge, ove possibile, sul percorso accuratamente sistemato della pista ciclabile della Parenzana. Ore 6,5 circa di cammino, km totali 18, riducibili a propria discrezione, essendo sempre a nostra disposizione la corriera. Dislivello totale in salita, 295 metri, in discesa 20 metri.

ISCRIZIONI E PRENOTAZIONI: si accettano presso la segreteria del Cai XXX Ottobre di via Battisti 22 (tel.040 635500), aperta da lunedì a venerdì dalle ore 17.30 alle ore 19.30. La quota di partecipazione alla gita è pari a € 17. Per i non soci Cai supplemento di € 8 per l'assicurazione soccorso alpino.



Le tre mappe con il tracciato della Parenzana. Il percorso della gita è quello tratteggiato evidenziato in rosso







Tratta da un opuscolo turistico










PER FINIRE CON LA "PARENZANA" - UN OTTIMO MOTIVO PER ANDARE IN GITA IN ISTRIA

La gita è stata proposta al  Cai Trenta Ottobre  e da  questo inserito nel calendario-gite anno 2017
DOMENICA 26 NOVEMBRE 2017
TRAVERSATA DELL’ISTRIA SEGUENDO LA PARENZANA


L’itinerario: 
1.a parte - Istria marittima:Lucija-Santa Lucia (4 m), Seča-San Bortolo (25 m), Sečovlje-Sicciole (7 m), bivio Canegra-Salvore (101 m). 
2.a parte - Istria centrale: Buje-Buie (174 m), Triban-Tribano (253 m), Grožnjan-Grisignana (275 m).

IL PROGRAMMA DELLA GITA  redatto dal  Cai XXX Ottobre
IL PROGRAMMA DELLA GITA  nella versione redatta da Sergio Ollivier

SCHEDE:      Sečovlje-Sicciole      Buje-Buie       Grožnjan-Grisignana       la ex-ferrovia Parenzana

Foto a 360°    Penisola di Seča

Rassegna delle gite del Cai XXX Ottobre lungo la Parenzana >> cliccare qui <<


Le tre mappe con il tracciato della Parenzana. Il percorso della gita è quello tratteggiato evidenziato in rosso









Questa mappa è tratta da un opuscolo turistico




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VALLE DEL RISANO E PENISOLA MUGGESANA - QUINTA TAPPA: DA BERTOKI A MUGGIA VECCHIA - versione Sergio Ollivier

DOMENICA 12 NOVEMBRE 2017
  TRAVERSATA LUNGO I COLLI E I PAESI DELLA VALLE DEL FIUME RISANO
quinta tappa: DALLA FOCE DEL RISANO ALLA PENISOLA MUGGESANA

L'itinerario:  località Bertoki-Bertocchi (5 m), Srmin-monte Sermino (84 m), Ankaran-Ancarano (10 m), Valdoltra (7 m), Debeli Rtič-Punta Grossa seguendo la battigia, valle di San Bartolomeo da Lazzaretto-Lazaret (3 m) a Kolomban-Colombano (161 m), Muggia vecchia (170 m), Muggia (3 m.facoltativo).

cliccando sui nomi in rosso si aprono i link corrispondenti                                            tutti gli orari s'intendono "partenza da"
IL PROGRAMMA DELLA GITA, indicazioni ed orari:
Ritrovo dei partecipanti alla gita in piazza Oberdan
Ore 7.00 Trieste. Partenza con la corriera. Si entra in Slovenia attraverso l’ex-valico di Rabuiese-Škofije, dirigendosi in direzione di Capodistria. Quasi giunti a Bertoki, si prende lo svincolo che ci porterebbe in autostrada ma invece si posteggia appena sottopassata questa. Siamo ai piedi del modesto rilievo del monte Sermino (km. 16 da Trieste).
Ore 8.00 località Bertoki-Bertocchi (punto 1). Inizio dell’escursione a piedi. Seguiamo in salita la strada locale asfaltata. Alcune diramazioni danno accesso a un paio di abitazioni; particolarmente grande e vistosa è la prima, in possesso di una famiglia di commercianti di origine italiana. Si sale ancora, circondati da estesi uliveti, verso la sommità del monte, che però è tutta recintata in quanto sede di un gruppo di cacciatori. Interessante è il panorama verso Capodistria con le sue strutture portuali in primo piano. L’altura del monte Sermino in antico era un’isola circondata dal mare e dalle paludi che formavano la foce del fiume Risano e fu, nel passato, il primo insediamento umano di tutta la zona.
Ore 8.30 Sermin-monte Sermino (punto 2). Si potrebbe proseguire scendendo subito in piano, ma è invece più soddisfacente percorrere la sua dorsale settentrionale, al limite della recinzione che racchiude la grande area dove sono istallati gli ingombranti serbatoi petroliferi. Si accede così alla sponda del ramo nord del Risano. Affiancando il fiume la si percorre, con la strana vista dei numerosi serbatoi, fino ad arrivare al ponte sul fiume Risano; siamo giunti al margine della condizionante area portuale di Capodistria. Seguendo la strada d’accesso transitiamo nella piana dell'area bonificata, (c’è anche una pista ciclabile) avvicinandoci così alla penisola muggesana, che sarà l’oggetto della seconda parte della gita. Il nostro obiettivo principale sarà quello di seguire la sua costa il più possibile (fino a Lazzaretto), in quanto questa è solo in poca parte interdetta dalle privatizzazioni (l’ospedale di Valdoltra). Poco prima di arrivare alla strada litoranea si prende a sinistra un buon tratturo interdetto al traffico, che poi si tiene al fianco di un grande deposito d’automobili che è l’estremo limite nord dell’estesissima area bonificata su cui si è grandemente sviluppata la zona portuale di Capodistria, unico porto mercantile della Slovenia. Proseguiamo, seguendo un segnavia rosso-blu, affiancando la recinzione di una caserma militare. Alla fine si sfocia finalmente al mare, arrivando al porticciolo di Santa Caterina (punto a), costellato da natanti. Tutt’intorno ci sono degli impianti di carattere sportivo. Si prosegue sulla battigia, che qui è ghiaiosa, con una veduta ravvicinata sulle grandi strutture portuali di Capodistria. Si transita liberamente fino a quando una recintazione invalicabile annuncia l’inizio del campeggio Adria. Seguiamo allora un percorso didattico (cartelli e segnavia) che è dedicato a dottor Bebler (un personaggio sloveno politicamente molto noto) che ci conduce sulla strada litoranea, dove c’è un’area attrezzata pubblica. Siamo in località Ancarano.
Ore 11.30 Ankaran-Ancarano (punto 3). Ripartenza. Poco più avanti c’è l’accesso al noto campeggio Adria che, come in tutti gli stabilimenti balneari sloveni, è sempre di libero accesso pedonale. Entriamo nella bellissima area alberata per vedere esternamente le sue molte attrezzature (piscina, bungalow, ecc). Un albergo è il risultato della ristrutturazione lussuosa di un antico convento benedettino che un tempo possedeva tutta l’area. Sosta per il pranzo al sacco (b). Percorrendo la sua bella riva usciamo dal campeggio e risaliamo alla strada grazie a una stradina di raccordo. Si deve seguire ora la recinzione dell’ampia area occupata dalla casa di cura di Valdoltra, il valido ospedale specializzato in malattie ossee che durante la sua centenaria storia si è ampliato e evoluto nella assistenza sanitaria. Giunti a fianco dell’ingresso (c) si devia prendendo una strada-parcheggio che segue la recinzione, arrivando così in  riva del mare e a un piccolo porto: il mandracchio di Valdoltra. Si percorre la spiaggia, composta di marne e pietre d’arenaria in questo primo tratto accuratamente sistemate, toccando due piattaforme in cemento usate d’estate per la balneazione. Si continua poi a seguire la riva che è sempre di facile transito e molto suggestiva, accompagnati da una bella e aperta vista sul golfo di Capodistria, con Pirano a chiudere l’orizzonte costiero. Si arriva cosi a un vasto spazio che, oltre a una scenografica piscina, ha nel retrostante parco parecchie strutture ricettive. E’ un’ex-colonia per bambini ammalati che nel tempo si è trasformata in un bellissimo stabilimento balneare polivalente, di libero accesso in tutte le stagioni. Siamo giunti all’inizio della penisola protesa nel mare denominata Punta Grossa.
Ore 13.15 Debeli Rtič-Punta Grossa (punto 4). Per continuare si potrebbe percorrere la sovrastante strada litoranea che si tiene ai margini di estesi vigneti, ma l’inconsueto nostro intendimento è di percorrere invece la sua bellissima riva. E’ un percorso accidentato ma non difficile: la spiaggia è formata in prevalenza da piccole pietre che concedono una relativa facilità al transito. Il percorso è molto bello perché si è chiusi da un lato dalle verticali falesie di marne e arenaria, dall’altro dall’azzurro del mare Adriatico. Alla fine c’è un unico ostacolo al passaggio e allora si deve prendere un sentierino che ci porta al margine dei vastissimi vigneti che occupano interamente la penisola. Tabelle illustrative spiegano l’importanza del posto dal punto di vista naturalistico. Si arriva così all’ampia struttura balneare detta Punta Grossa (d) che dapprima mostra le sue casette di villeggiatura e poi si apre sul frequentato stabilimento balneare, anch’esso di libero accesso, che è posto in un’area alberata  molto amena, che possiede semplici ma funzionali punti di accoglienza (bar, self-service), però chiusi in questa stagione. Ripartenza; si contorna il golfo di Lazzaretto fino a arrivare al distributore di benzina che precede l’ormai inutile posto di confine italo-sloveno omonimo. Nel suo retroterra si apre l’ubertosa valle di San Bartolomeo, che noi risaliremo. Possibilità di finire qui la propria escursione, raggiungendo il limitrofo territorio italiano e usando in maniera indipendente l’autobus urbano n° 7.
Ore 15.00 Lazzaretto-Lazaret (punto 5). Si prende una carrareccia che si tiene ai margini di un grande vigneto e con essa, superata una casa isolata, si continua nella risalita della valle di San Bartolomeo (e) che si conclude presso le case del paese di Kolomban-Colombano. Bello, anche se non esteso è il panorama dall’alto rivolto verso la valle e il suo tratto di mare.
Ore 15.45 Kolomban-Colombano (punto 6). E’ il paese dove passa la strada sommitale slovena che percorre tutta la penisola muggesana, che ci serviva anche per varcare il confine ,oltrepassando il vicino ex-valico secondario di Chiampore. Noi invece, superato un cimitero, percorriamo una stradina ripristinata al libero transito dopo il superamento del confine e con questa ci innalziamo fino al colmo del crinale muggesano. Seguendo la strada si raggiunge in breve il luogo dove, sin dai tempi antichi, era situata Muggia vecchia. Il luogo è ben conosciuto nel suo fattore estetico e storico. La vista che si gode affacciandosi dal suo belvedere è, per la sua panoramicità sul nostro golfo, una delle più spettacolari. Noi, accompagnati da Diego Masiello dell'Associazione amici di Muggia Vecchia, cercheremo anche di approfondire la sua storicità, che inizia dai primi insediamenti umani in un castelliere. Come borgo fortificato (superstite una porta d’ingresso e tratti di mura) fu notevole fino al 14° secolo  quando la popolazione, con la dominazione di Venezia, scese al più proficuo mare e sviluppò lì la sua nuova cittadina. Di grande interesse la basilica dedicata a Santa Maria Assunta, di costruzione primitiva molto antica (notizie certe dal 1209), ancora piuttosto integra sia esternamente che nell’interno (che visiteremo), che custodisce dei primitivi affreschi risalenti al 13° secolo.  La visita si concluderà nell’area della parrocchia, dove degli scavi hanno messo in luce le fondazioni della Muggia Vecchia medioevale (tabelle illustratici).
Ore 17.00 Muggia Vecchia (punto 7). Grazie all’ospitalità del parroco don Andrea Destradi, rinfresco organizzato dalla Trenta Ottobre per festeggiare insieme la conclusione del ciclo di cinque gite che ha portato a conoscere tutto l’anfiteatro di colli e paesi che circondano la valle del fiume Risano. Il rientro a Trieste si farà in maniera autonoma avvalendosi in modo individuale degli autobus urbani  n° 50 (ore 17.40) oppure n° 27 (ore 18.15). I più tenaci potranno optare un’ulteriore discesa a piedi (km. 1,5) seguendo la strada che porta al centro di Muggia (punto 8). Rientro a Trieste con il bus n° 20. Fine della gita.

Note: Il programma sarà strettamente osservato salvo casi di forza maggiore. Gli orari si intendono partenza da...
In questa stagione, nessun punto di ristoro aperto durante il cammino.
Capigita: Sergio Ollivier - cell.3493413641 e Robero Vernavà - cell.3382598652
La mappa è tratta dalla carta slovena "Primoska" edita dalla Kartografija, di scala 1:40000.


Caratteristiche dell’itinerario: si svolge, nel tratto iniziale e finale su carrarecce e qualche tratto di strada. La parte centrale invece segue interamente la battigia sassosa ma non difficile della riva del mare. Percorso completo: ore 7 circa di cammino; dislivello: metri 250 in salita, ore 100 in discesa

Iscrizioni e prenotazioni: si accettano presso la segreteria del Cai XXX Ottobre di via Battisti 22 (tel.635500), aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 17.30 alle 19.30. La quota d'iscrizione è pari a € XX. Per i non soci Cai maggiorazione di € 8 per l'assicurazione soccorso alpino. 



La mappa è tratta dalla carta slovena "Primorska"  edita dalla Kartografija, in scala 1:40000 







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VALLE DEL RISANO - QUARTA TAPPA: DA HRASTOVLJE A BERTOKI - versione Sergio Ollivier

DOMENICA 29 OTTOBRE 2017
UNA TRAVERSATA NEI PAESI DEL 
VERSANTE MERIDIONALE DELLA VALLE DEL RISANO
quarta tappa:  da HRASTOVLJE a BERTOKI


L'itinerario:        Hrastovlie-Cristoglie (177 m), Kubed-Covedo (230 m), Mohoreče (348 m), vrh Sv.Anton-monte Sant'Antonio (356 m) oppure Dvori (302 m), Sveti Anton-Sant'Antonio (206 m), Sušteti (218 m), Pečki (92 m), Miši (39 m), pista ciclabile fino a Bertoki-Bertocchi (5 m).

cliccando sui nomi in rosso si aprono i link corrispondenti                                            tutti gli orari s'intendono "partenza da"
IL PROGRAMMA DELLA GITA: informazioni e orari
Ritrovo dei partecipanti alla gita in piazza Oberdan.
Ore 6.30 Trieste. Partenza con la corriera. Entrati in Slovenia attraverso l’ex-valico di Rabuiese-Škofije, si percorre la strada che segue la valle del Risano. Svoltando poi a sinistra (indicazione) si raggiunge il paese di Hrastovlje (km 27 da Trieste).
Sosta per il caffè e biscotti preparati dall’organizzazione. Mezz’ora a disposizione per poter visitare, a propria scelta, un piccolo museo della guerra (offerta-1€) oppure fare un giro mirato di Hrastovlje, passando accanto alla chiesa della Santa Trinità, celebre per il ciclo di affreschi risalente al 1490, il detto museo e le vie più caratteristiche del paese.
Ore 8.30 Hrastovlje-Cristoglie (punto 1). Inizio dell’escursione a piedi. Si parte dallo spiazzo posto a fianco della gostilna Svab, seguendo inizialmente una buona carrareccia. Giunti a un bivio (segnalazioni), ignorata quella di sinistra che ci condurrebbe in cima al monte Lačna, si procede in piano fino a incrociare un ruscello secondario che scende verso la zona della sorgente del Risano. Il segnavia è poco frequente ma non si può sbagliare; con una breve rampa finale si raggiunge la strada principale. Oltrepassata, si segue il sentiero segnalato che s’innalza ancora, offrendo una bella veduta verso il retroterra di Trieste. Infine si perviene alla casa più periferica del paese di Kubed (punto 2), che è l'agriturismo Jakomin. Sosta presso l’agriturismo per una merenda ristoratrice che potrà essere fatta al sacco oppure con un piatto di salumi locali e pane in convenzione facoltativa (da prenotare in segreteria entro venerdì 27 ottobre) al prezzo di € 3. Percorso circolare in visita al paese: si segue un costone prativo che raggiunge il borgo fortificato di Kubed, che fu importante nel passato. Il campanile pentagonale, le mura di difesa e le rocce incombenti sulla strada danno l’idea dell’antico nucleo abitativo che era posto a guardia di un’importante via di collegamento con l’Istria interna. Visita alla chiesa di San Floriano, ristrutturata nel 1861, che nella primitiva, antica abside custodisce ancora degli affreschi cinquecenteschi. Si ridiscende al paese e, tralasciata la gostilna Jakomin (un cognome frequente nel paese), lo si attraversa interamente fino a ritornare al detto agriturismo.
Ore 11.00 Kubed-Covedo. Ripartenza a piedi. Si segue una carrareccia con scarso segnavia che s’innalza in una bella zona boschiva. Si accede così a quella strada principale che partendo da Bertoki serve soprattutto per collegare il mare all’Istria croata. Siamo giunti in località Mohoreče, dove si trova la quasi lussuosa gostilna omonima.

Ore 12.00 Mohoreče (punto 3). Si segue la strada, fino ad arrivare a un’invasiva area comunale di raccolta di rifiuti. Da qui esistono due possibilità per proseguire: 1) Passati davanti a un rifugio per animali e transitando poi per un prato sommitale, ci s’innalza fino al punto più alto del colle, chiamato monte Sant’Antonio (punto a), dove in tempi antichi esisteva un castelliere. 2) Si devia invece a destra e, accompagnati da una vista eccezionale rivolta verso il mare e l’anfiteatro naturale composto dalla costa slovena e triestina riunite, si scende al villaggio di Duori (b), formato da un compatto assembramento di case nuove che si mescolano con quelle di stampo più datato. Comunque sia, ritornati all’ampia strada principale, si scende con essa fino ad arrivare al centro del paese di Sveti Anton, dove sorge la sua bella chiesa affiancata da uno svettante campanile. La chiesa originaria risale al 16 sec. ma è stata più volte ampliata. Parecchio interessante è il suo interno (affreschi, pale d’altare ecc.), che forse sarà possibile visitare. Sosta per il pranzo al sacco nei pressi della dirimpettaia gostilna pod Kostanjem, con possibilità di usufruire in loco di un piatto caldo ossia un minestrone di bobici (da prenotare in segreteria entro venerdì 27 ottobre) al prezzo convenzionato di € 3,50.

Ore 14.00 Sveti Anton-Sant’Antonio (punto 4). Ripartenza; seguendo una strada secondaria si raggiunge le poche case sparse di Sušteti (c), il luogo che, dopo accurate ispezioni, è risultato il più favorevole per chi vuole intraprendere la discesa verso il fiume Risano (esistono anche altre soluzioni, ma sono più lunghe e laboriose). Dal paese si prende una carrareccia non segnalata, che s’immerge in un suggestivo ambiente boschivo molto appartato, e raggiunge l’isolatissimo, piccolo abitato di Pečki (d). Si prosegue con un sentiero in verità poco usato che discende a una stradina asfaltata locale, che collega le strutture della gostilna na Brdi con una sovrastante bella casa per cacciatori (e), che è affittabile da tutti. Breve sosta in visita all’area della gostilna che è dotata di un ampio spazio verde e comprende oltre il ristorante, degli alloggi e un piccolo zoo (galline, cavalli). E’ pure possibile noleggiare in loco un punto esterno attrezzato, molto adatto per compleanni e feste sociali.
Ore 15.30 Miši, gostilna Na Brdi (punto 5). Ripartenza: si completa la discesa raggiungendo in breve lo spiazzo dove si trova la nota vinoteca Bordon (f), molto conosciuta dagli intenditori. E’ composta, oltre che dalla cantina dei vini, anche di una sala per banchetti e gli alloggiamenti dei turisti. Siamo ormai arrivati in riva al Risano e la casa antica del complesso era in origine un importante mulino. Ci avviamo versa la conclusione della gita che percorrerà a lungo l’ampia e fertile valle del fiume Risano. Si segue la strada locale che collega questa zona alla viabilità principale, evitando dove possibile (anche grazie a un vigneto) l’asfalto. Poi, superata una deturpante area di rifornimento edilizio ora dismessa, giunti a un incrocio (nella zona c’è un abbandonato mulino), si tralascia la strada che sale verso Pobegi e si continua invece in piano seguendo una bella stradina interdetta al traffico, ora proposta come itinerario ciclabile. Quando questa si riaccosta al fiume Risano, sfiora un inaspettato, breve tratto di spiaggia ghiaiosa molto scenografico, che talvolta è usato anche per solitarie balneazioni. La stradina infine va a innestarsi proprio sulla famosa “Parenzana”, l’ex ferrovia, costruita nel 1902 ma dismessa nel 1935, che univa Trieste a Parenzo. La pista ciclo-pedonale è stata interamente ricavata dal totale recupero del vecchio tracciato ed è molto conosciuta e apprezzata da ciclisti ed escursionisti. Siamo ormai arrivati ai margini del paese di Bertoki. Oltrepassato il ricostruito ponte sul fiume Risano, subito a fianco si trova l’accogliente gostilna Mlin, ben guidata da un socievole titolare; la costruzione era in origine un mulino. Poco distante si trova anche la gostilna Turk (g), gestita dal fratello. Nelle adiacenze, grazie a un grande intervento fatto negli anni ’30, il fiume si sdoppia e si dirige, separato dal piccolo rilievo del “monte” Sermino, verso le sue due foci, che si esauriscono nel mare rispettivamente attraversando la riserva naturale della val Stagnon e nella baia di Ancarano.
Sosta di 1 ora nella gostilna Mlin per festeggiare insieme la conclusione della quarta tappa del ciclo di cinque gite che si propongono di far conoscere tutti i colli e i paesi della valle del fiume Risano. Possibilità di usufruire del loro “piatto contadino” (da prenotare in segreteria entro venerdì 27 ottobre), una specialità del posto composta di carne di vari tipi, patate in tegame e cappucci e pane al prezzo convenzionato di € 9.
Ore 18.00 Bertoki-Bertocchi, gostilna Mlin (punto 6). Ripartenza a piedi. Si percorre per 1 km. la “Parenzana”, fino a pervenire alla strada principale e alla corriera (punto 7). Fine dell’escursione.
Ore 18.45. Partenza con la corriera per il rientro a Trieste; si attraversa l’ex-valico di Rabuiese-Škofjie.
Ore 19.30 Trieste. Arrivo in piazza Oberdan (km. 17 da Bertoki). Fine della gita.

Note: tutti gli orari s’intendono “partenza da..”. Tenere conto del cambio dell’ora solare. La corriera sarà presente a Kubed, Mohoreče e Sveti Anton, consentendo ai gitanti di eventualmente ridurre a propria scelta l’itinerario.
La mappa, tratta dalla carta “Primorska” edita dalla Kartografija, è in scala 1:40000.

Caratteristiche dell’itinerario: si svolge quasi sempre su buone carrarecce, con pochi tratti di strada asfaltata. Itinerario completo: ore 6 circa di cammino (escluse le soste), totale km.16. Dislivello in salita metri 180; in discesa metri 370.
I capogita: Sergio Ollivier - 34934136412 e Roberto Vernavà - 3382598652
Il programma della gita sarà strettamente osservato, salvo casi di forza maggiore.

Convenzioni facoltative, da prenotarsi in segreteria entro venerdì 27 ottobre:
Kubed – ore 10 – agriturismo Jakomin - piatto di salumeria e pane - € 3.
Sveti Anton - ore 13.15 - gostilna pod Kostanjem - minestrone di bobici - € 3,5
Bertoki – ore 17 – gostilna Mlin - piatto contadino, contorni e pane - € 9


ISCRIZIONI E PRENOTAZIONI: si accettano presso la segreteria del Cai XXX Ottobre di via Battisti 22 (tel.635500), aperta da lunedì a venerdì dalle ore 17.30 alle ore 19.30. La quota di partecipazione alla gita è pari a € XXX. Per i non soci Cai, supplemento di € 8 per l'assicurazione soccorso alpino.



http://gitedintornitrieste.blogspot.it/2017/10/il-programma-del-cai-xxx-ottobre-quarta.html

DOCUMENTAZIONE DELL'APPARTAMENTO IN STRADA DI CATTINARA 20 - PRIMO PIANO

Indirizzo:     Trieste, strada di Cattinara 20...dovè ? >>  clicca qui <<

L'affitto richiesto:   500 € al mese.   L'appartamento è sfitto e ammobiliato.

Per un contatto: Sergio Ollivier  strada di Cattinara 20-secondo piano.     telefoni: 3493413641 cell.    040941262 casa        
email: escursionineidintorniditrieste@gmail.com        sito principale >> clicca qui <<

L'ESTERNO:

LA FACCIATA

















IL GIARDINO IN COMUNE
















L'ENTRATA




























LA PIANTA DELL'APPARTAMENTO












FOTO DELL'INTERNO:

LE SCALE



4 - IL CORRIDOIO


1 - LA STANZA GRANDE



2 - LA STANZA DA LETTO


















3 - LA STANZETTA
3 - LA STANZETTA



































6 - LA SALA DA PRANZO
 














6 - IL CUCININO










5 - IL CUCININO






I DOPPI SERVIZI


















I DOPPI SERVIZI































8 - IL BAGNO
































7 - Il W.C.

































IL RIPOSTIGLIO
































IL LOCALE CALDAIA (RISCALDAMENTO AUTONOMO) e MINI-RIPOSTIGLIO































LA TERRAZZA IN COMUNE








E PER FINIRE....IL PANORAMA SUL GOLFO DI TRIESTE















E PER FINIRE ...IL PANORAMA SUL GOLFO DI TRIESTE